Cosa significa inflazione

inflazione

Oggi parliamo di cosa significa inflazione. Un termine che sentiamo ormai spesso, fra telegiornli e giornali, e difficilmente è chiaro quando è utilizzato positivamente e quando negativamente.

L’Enciclopedia Treccani definisce inflazione «l’aumento progressivo del livello medio generale dei prezzi, o anche diminuzione progressiva del potere di acquisto (cioè del valore) della moneta. Il fenomeno può avere molteplici cause, sia reali sia monetarie, e assumere forme differenti. Per es., si definisce i. strisciante un aumento modesto (inferiore al 10%), ma prolungato dei prezzi; i. galoppante un aumento rapido e irrefrenabile degli stessi e iper-i. un aumento particolarmente sostenuto (superiore al 50% al mese)».

In poche parole, l’inflazione è quella situazione che si presenta quando i prezzi di beni e servizi aumentano e diminuisce il potere d’acquisto della moneta. In una situazione simile, sono numerosi gli effetti negativi innescati:

  • poiché cala il potere d’acquisto della moneta, le persone si orienteranno verso l’acquisto di beni dal valore alto, come immobili oppure oro, in grado di mantenere il proprio valore;
  • diminuisce la competitività a livello internazionale delle merci.

La globalizzazione, che ha portato da un’integrazione sempre maggiore delle economie mondiali, ha portato l banche centrali a cercar di combattere sempre di più l’inflazione e ad applicare regolamentazioni che mirano alla stabilizzazione dei prezzi e alla progressiva liberazione dai vincoli cui erano legati i movimenti di capitale. Ciò ha via via prodotto una situazione di liberalizzazione, o meglio di globalizzazione dei mercati, regolamentata dai rapporti in costante evoluzione tra operatori finanziari, politica e interni a loro stessi.

Grazie alla possibilità di essere costantemente aggiornati con le notizie economiche, politiche e di cronaca da tutto il mondo, le economie, osì connesse fra loro, mettono ormai in atto meccanismi di riallineamento dei prezzi tali che se in un paese essi aumentano troppo, si lavorerà per riportare il tutto alla stabilità.

 

Meno nota è la situazione interpretata come contraria all’inflazione: la deflazione, ovvero la riduzione generalizzata dei prezzi, spesso accompagnata da una connotazione negativa perché solitamente accade in situazioni di stagnazione economica, recessione o di più semplice rallentamento della crescita del paese.

L’abbassamento dei prezzi può, in realtà, essere anche positiva. Ecco la differenza:

  • deflazione positiva: può essere dovuta a una diminuzione dei costi di produzione, all’innovazione dei metodi di produzione, all’introduzione di soluzioni migliori oppure all’aumento della concorrenza sul mercato;
  • deflazione negativa: quando è l’effetto di una riduzione della produzione e dell’occupazione.

 

In conclusione, la situazione ideale che indica la salute economica di una paese consiste nella stabilità dell’aumento dei prezzi costante, che non sia troppo alto ma neppure troppo basso, per evitare una spirale inflazionistica. In genere gli economisti considerano ‘sano’ un tasso di inflazione prossimo all’1÷2%.

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