La musica e l’arte da Kandinsky a Cage in mostra a Reggio Emilia

Wassily Kandinsky, Acquerello per Violett, 1914, grafite, acquerello e inchiostro su carta, Parigi, Centre Pompidou

Wassily Kandinsky, Acquerello per Violett, 1914, grafite, acquerello e inchiostro su carta, Parigi, Centre Pompidou

 

La musica e l’arte da Kandinsky a Cage in mostra a Reggio Emilia: a Palazzo Magnani, da sabato 11 novembre fino a febbraio 2018, è protagonista un grande percorso che si snoda fra arte e musica d’avanguardia dall’astrattismo di Wassily Kandinsky al silenzio illuminato di John Cage.

Nella mostra, dal titolo “Kandinsky→Cage. Musica e Spirituale nell’Arte”, un susseguirsi di opere materiche come pitture, sculture, scritti di teatro e danza in costante relazione con la non-materia di cui è fatta la musica, sono presenti opere, bozzetti e spartiti di alcuni dei più grandi esponenti delle arti del Novecento, fra cui Max Klinger, Paul Klee, Arnold Schönberg, Constantin Čiurlionis, Marianne Werefkin, Oskar Fischinger, Fausto Melotti, Nicolas De Staël, Giulio Turcato, Robert Rauschenberg. In un continuo confronto dialettico fra musica e immagine, il percorso segue la produzione artistica di Kandinsky verso l’astrattismo spirituale che apre la via al suono interiore dei segni e dei colori, alla continua ascesa verso la libertà della materia. Ed è soltanto grazie alla musica che è lì che giunge l’artista nel 1910, quando dà vita a una delle più importanti correnti d’Avanguardia del primo Novecento.

Dopo gli incontri importanti con la pittura di Paul Klee, le composizioni di Constantin Čiurlionis, di Marianne von Werefkin e tutti gli altri, la mostra si conclude con un ampio omaggio a John Cage, il musicista pensatore, poeta e artista la cui concezione dell’arte come tramite privilegiato di idee universali presenta analogie, rimandi e corrispondenze con la spiritualità kandinskiana. Sono esposti documenti scritti, ma anche video e audio in installazioni grazie alle quali il visitatore della mostra può di immergersi tanto fisicamente quanto psicologicamente nell’esclusivo mondo cageano. Presente lo spartito per pianoforte – il famoso Solo for Piano dal Concert for Piano and Orchestra – che è il capolavoro dell’inventiva di Cage nel campo della notazione musicale.

Commenta così Martina Mazzotta, curatrice della mostra: «A partire dalla fine dell’Ottocento, e poi fino ai giorni nostri, si può individuare un filo rosso che pone la musica in connessione con gli sviluppi dell’arte moderna e contemporanea. Non vi è artista che non si sia confrontato, con l’immaterialità dell’arte-sorella, con la sua sovrana indipendenza dal mondo del visibile e dalle finalità riproduttive. Sintomi dell’invecchiamento dell’arte, diceva il filosofo Adorno, sono l’individualismo e il razionalismo sempre più esasperati. Alla musica, allora, va il ruolo di restituire all’arte il suo compito più nobile e antico, quello di divenire sede di idee universali. Negli anni a cavallo tra il XIX e il XX secolo, soprattutto in ambito germanico, il culto di Goethe, il wagnerismo, le indagini in campo filosofico e scientifico riflettono l’esigenza di una aspirazione all’armonia dell’individuo con il tutto, di una spiritualizzazione del lavoro artistico che produce un forte impatto sulle arti figurative, favorendo il ricorso al modello della musica».

 

Per maggiori informazioni: www.palazzomagnani.it

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