5 miti da sfatare sul raffreddore

Damien Hirst, Holidays / No Feelings 1989, bottiglie di medicinali disposte su scaffali, ognuno 137 x 102 x 23 cm

Damien Hirst, Holidays / No Feelings 1989, bottiglie di medicinali disposte su scaffali, ognuno 137 x 102 x 23 cm

 

L’inverno è ancora intenso e continuerà a raffreddarci per almeno un mese. Oggi vi parliamo, quindi, di 5 miti da sfatare sul raffreddore, su come si prende e come non curarlo.

Non è vero che se si esce con i capelli bagnati, ci si ammala

L’influenza è infatti causata dai virus, che si possono prendere sia che si esca con i capelli bagnati che con i capelli asciutti. È comunque consigliabile evitare di uscire in queste condizioni perché è meglio non prendere eccessivamente freddo.

Il brodo di pollo cura il raffreddore

Spesso vediamo nei film o in televisione che agli ammalati viene dato come alimento il brodo di pollo. In realtà, non esistono prove scientifiche che dimostrano le potenzialità del brodo di pollo. Si può però dire che sia d’aiuto per idratare il corpo indebolito e le vie respiratorie.

I virus possono sopravvivere sulle superfici per ore

Ogni tipo di virus è differente e sopravvive in condizioni diverse. In generale però si può dire che su superfici piane come i top della cucina, il virus può sopravvivere 8-10 ore, mentre su superfici morbide come i panni molto meno tempo. Quando in casa è presente qualcuno ammalato sarà bene lavare spesso le mani e le superfici dure con disinfettanti.

Assumere vitamina C contribuisce alla guarigione

Non esistono basi scientifiche a dimostrare che l’assunzione di vitamina C in dosi importanti velocizza il processo di guarigione. Il corpo, in realtà, non è in grado di assumere più di tanta vitamina C insieme, ma è anche vero che può dare sollievo, specialmente se deriva dal consumo di agrumi.

Dopo 3 giorni, l’ammalato non è più contagioso

Non è detto. La durata di contagiosità di un virus è variabile da virus a virus, oltre che dalla persona stessa che ne è affetta. Per prevenire la diffusione del contagio, il malato/a dovrà premurarsi di tossire o starnutire in un fazzoletto ed è sempre importante lavarsi le mani, specie prima e dopo i pasti.

 

(N.B. i dati di cui sopra fanno riferimento alla ricerca del Dott. Andrew Bonwitt, medico esperto di malattie infettive del Loyola University Health System, precedentemente pubblicati su La Stampa)

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