Chi è Lorenzo Quinn

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Le sue mani giganti che spuntano dal Canal Grande e sorreggono uno dei palazzi storici veneziani, sono state una delle maggiori attrazioni della scorsa Biennale Arte, ma la sua vita e la sua carriera artistica sono ricche di sorprese. Oggi vi raccontiamo chi è Lorenzo Quinn.

Nato a Roma nel 1966, Quinn è figlio dell’attore Anthony Quinn e della moglie Iolanda. Grazie al padre, messicano-americano, cresce fra New York City e l’Italia e da sempre ha la possibilità di viaggiare, vedere il mondo, conoscere culture e costumi diversi e variegati. Da sempre vicino al mondo delle arti, intraprende inizialmente la carriera di attore, interpretando con successo dapprima Antonio Stradivari e poi Salvador Dalì, ruolo per il quale viene premiato al Biarritz Film Festival.

In realtà, la sua passione per le arti visive, coltivata fin dall’università (ha frequentato l’American Academy of Fine Arts di New York) e ispirata dal padre Anthony, già pittore e designer, prende ben presto il sopravvento. Durante gli studi, si specializza in scultura ed è oggi uno dei più quotati artisti contemporanei del mondo. Le sue opere vengono esposte nelle più grandi gallerie e musei del mondo, dalla Halcyon Gallery di Mayfair, Londra, alla Galleria Ca’ D’Oro di Venezia, e la stessa Città del Vaticano gli commissiona, nel 1994, una statua di Sant’Antonio, poi posta nella piazza di Padova.

Nelle sue sculture, è fondamentale il legame dell’uomo con la natura e con i sentimenti, con le passioni e la vita. E un particolare spazio ce l’hanno le mani. Mani che si intrecciano, mani che si cercano, mani che sostengono, mani che raccontano e parlano d’amore. Utilizza i metalli, dal bronzo all’alluminio, tanto nei toni naturali quanti patinati, e la pietra, dal solido marmo di Carrara fino al rosso travertino, spaziando nei colori senza dimenticare mai la natura del materiale con cui produce le opere.

Dal 12 maggio 2017, i muri che danno sul Canal Grande dell’hotel Ca’ Sagredo di Venezia, sono sorretti da due grandi mani che sorgono dalle acque della laguna. È questa forse la sua opera più conosciuta, dal titolo emblematico, Support, che spiegano ancora meglio il significato dell’opera, metafora di salvezza dell’arte e della storia di Venezia, in condizioni sempre più precarie anche a causa dei cambiamenti climatici. L’opera non è stata smantellata dopo la chiusura della Biennale lo scorso novembre, ma è anzi ancora ben visibile in tutto il suo candido splendore dal Mercato di Rialto e ogni giorno ci ricorda che queste mani poderose sono necessarie per salvare il nostro patrimonio più importante: l’arte e la storia.

È notizia recente che una sua nuova scultura sarà installata sul lago d’Iseo. Non vediamo l’ora di parlarvene.

Per saperne di più sulla sua storia e la sua produzione artistica: www.lorenzoquinn.com

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